L’appello tributario si notifica al primo “indirizzo” indicato

L’appello tributario si notifica al primo “indirizzo” indicato

Salva la consegna a mani proprie, le impugnazioni di secondo grado devono pervenire nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della sua costituzione in giudizio. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 11609 del 4 maggio 2021 ha ribadito, sulla scorta del disposto normativo di riferimento (articoli 16 e 17, Dlgs n. 546/1992) che l’elezione di domicilio contenuta nel ricorso introduttivo vale anche per i successivi gradi di giudizio.

La vicenda
I fatti prendono le mosse da un avviso di accertamento, ai fini Irap, Iva e Irpef, con cui l’Agenzia delle entrate aveva contestato come inesistente, a una sas esercente l’attività di rivendita di automobili, l’acquisto di una serie di autovetture, da una srl venditrice.

Il processo di merito
Uno dei soci accomandatari della sas accertata impugnava l’avviso societario avanti alla Ctp di Roma, che lo accoglieva, valorizzando il lamentato profilo della mancata consapevolezza dell’interposizione fittizia.
Tuttavia, la Ctr del Lazio – chiamata in causa dall’ufficio con proprio ricorso – aveva ribaltato la decisione della Commissione di primo grado, accogliendo la prospettazione erariale, nel senso dell’insussistenza della buona fede in capo all’accomandatario.

Il ricorso per cassazione
Il contribuente proponeva, allora, ricorso per cassazione, eccependo, per quanto ci interessa, che la sentenza impugnata fosse nulla poiché l’ufficio aveva notificato l’atto di appello non al contribuente in persona, ma al difensore di primo grado.

La risposta della Corte di legittimità
La Cassazione rigetta il ricorso del contribuente per tutti i motivi proposti: purtuttavia, la pronuncia in esame è meritevole di attenzione relativamente alla correttezza della notifica dell’appello erariale.
In questo senso, la suprema Corte ha appurato, con l’acquisizione del fascicolo d’ufficio, che, con il ricorso proposto innanzi alla Ctp di Roma, il contribuente aveva eletto domicilio in primo grado presso lo studio di un professionista laziale, con mandato apposto a margine del ricorso introduttivo.
Allo stesso domicilio eletto, osserva il Collegio di legittimità, risultava pervenuto l’avviso di ricevimento dell’atto di appello spedito con raccomandata.

La notifica dell’appello
Ebbene, contrariamente all’assunto del contribuente, la notifica dell’atto di appello al procuratore domiciliatario è, secondo la Cassazione, valida ed efficace.
Difatti, il processo tributario ha un proprio regime di notificazione degli atti, disciplinato dagli articoli 16 e 17 del Dlgs n. 546/1992, a tenore dei quali le notificazioni sono eseguite, salva la consegna a mani proprie, nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della sua costituzione in giudizio, e l’indicazione della residenza e del domicilio hanno effetto anche per i successivi gradi di giudizio (cfr Cassazione n. 25117/2016).

Conclusioni
La problematica in questione – va osservato conclusivamente – ha subito un decremento di interesse applicativo, per effetto delle modifiche recenti che hanno interessato il processo tributario.
Difatti, dal 1° luglio 2019, la notifica e il deposito degli atti nel processo tributario deve avvenire esclusivamente con modalità telematica, ai sensi del disposto di cui all’articolo 16-bis, comma 3, Dlgs n. 546/1992, per come modificato dall’articolo 16, comma 1, lettera a), n. 4) Dl n. 119/2018.
Tuttavia, quanto precede, va precisato, non trova applicazione per i soggetti che possono stare in giudizio senza l’assistenza tecnica di un professionista per le controversie di valore fino a 3mila euro, per le quali la modalità telematica della notifica e del deposito resta facoltativa.
Il descritto regime di obbligatorietà si applica, quindi, ai giudizi instaurati, in primo e in secondo grado, con ricorso notificato a decorrere dalla data richiamata.
Proprio la necessaria dichiarazione di un domicilio digitale di elezione all’atto di instaurazione della lite tributaria, ha reso le controversie circa la correttezza della notificazione degli atti processuali, e segnatamente degli appelli – che hanno interessato profondamente la giurisprudenza meno recente – di più difficile reperimento nella pratica attuale.



Fonte: https://www.fiscooggi.it/ Vai all’articolo originale

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