
19 Nov Nuovo phishing con l’uso improprio
Lo schema utilizzato è ricorrente: una figura autorevole segnala presunte irregolarità che comporterebbero blocchi o restrizioni, da rimuovere previo pagamento anticipato

Segnalato un ennesimo tentativo di truffa ai danni dei cittadini. Oggi si tratta di e-mail che sfruttano indebitamente il nome dell’Agenzia stessa e del suo direttore, con l’obiettivo di ottenere pagamenti non dovuti. In tali comunicazioni, attribuite falsamente al direttore, vengono indicate presunte irregolarità legate a investimenti in criptovalute. Ecco un esempio:
Nel testo si fa riferimento a due presunte transazioni, descritte come “verifica del wallet”, ma prive di elementi utili a una reale verifica: non sono presenti codici identificativi, date, né dettagli su piattaforme o documentazione. Queste transazioni vengono utilizzate come pretesto per richiedere somme di denaro, sebbene non esista alcuna procedura automatica di verifica dei wallet cripto da parte dell’Agenzia delle entrate. La restante parte del messaggio appare volutamente poco chiara, con l’intento di indurre un utente inesperto a seguire le istruzioni indicate.
Lo schema utilizzato è ricorrente: una figura autorevole segnala presunte irregolarità che comporterebbero blocchi o restrizioni, da rimuovere previo pagamento anticipato. Le modalità di pagamento vengono solitamente fornite in un secondo momento, dopo l’avvio del contatto.
L’Agenzia invita i cittadini a prestare attenzione e a eliminare immediatamente eventuali e-mail simili. Per dubbi relativi agli obblighi fiscali sulle criptovalute, si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate, rivolgersi all’ufficio territorialmente competente o a un intermediario di fiducia.
Come nelle altre frequenti occasioni, inoltre, dichiara di non avere alcun legame con queste comunicazioni. In caso di incertezza sulla veridicità di un messaggio ricevuto, consiglia di effettuare una verifica preliminare consultando la sezione “Focus sul phishing” del portale istituzionale, oppure di contattare direttamente gli uffici territoriali o i recapiti disponibili sul sito.
Fonte: https://www.fiscooggi.it/ Vai all’articolo originale
