
12 Ott Dentro il Catasto: un tour virtuale
Attraverso un percorso espositivo online, svelato un patrimonio sorprendentemente ricco di arte, cartografia, tecnologia e innovazione, che racconta l’evoluzione di città e campagne

C’è da ammetterlo, nell’immaginario collettivo il “Catasto” viene generalmente visto come un’istituzione solida e affidabile, ma non sempre percepita con entusiasmo.
Risentendo di quella classica immagine rigorosa, tipica dei registri pubblici, probabilmente non è certo il primo argomento che scegliereste per animare una cena tra amici.
Quando si parla di Catasto, l’immaginazione, poi, corre raramente verso musei, arte, storia e innovazione, evocando più facilmente pratiche, particelle, visure, sportelli e interminabili pile di scartoffie.
Eppure, dietro quella definizione apparentemente austera, si nasconde una storia sorprendentemente ricca e l’Agenzia delle entrate è riuscita in un’impresa, qualche anno fa, che sembrava quasi impossibile: trasformare il patrimonio catastale in un vero percorso di visita, non una semplice raccolta di documenti digitalizzati, ma un vero e proprio tour virtuale del “Museo del Catasto”.
Il percorso espositivo è accessibile online ed è pensato per accompagnare il visitatore in un affascinante viaggio attraverso oltre tre secoli di storia, di cartografia, di tecnologia e cultura del territorio.
Il tour ripercorre in modo immersivo, e con il supporto di alcuni video, la mostra permanente “Il patrimonio topografico e cartografico del Catasto: bene culturale vivente”, realizzata tra il 2020 e il 2021 dai tecnici del settore servizi cartografici della direzione centrale servizi catastali, cartografici e di pubblicità immobiliare, che ha il suo luogo fisico presso la storica sede dell’Amministrazione catastale di largo Leopardi 5, a Roma.
Il titolo già suggerisce che qui non si parla semplicemente di mappe ingiallite dal tempo oppure di vecchi strumenti topografici liberati dalla polvere di uno scantinato, ma di un patrimonio culturale che continua a raccontare il Paese e ad accompagnarne l’evoluzione.
Dalle opere d’arte alle particelle catastali
Il percorso virtuale sorprende fin dall’inizio. Chi immagina un universo fatto esclusivamente di numeri, particelle e pratiche amministrative scopre rapidamente di avere davanti qualcosa di molto diverso.
Nelle sale possono essere ammirati cabrei, atlanti, registri e mappe realizzate interamente a mano, impreziosite da decorazioni minuziose che sembrano uscite da una galleria d’arte più che da un archivio tecnico. La presenza di preziosi strumenti tecnici che hanno fatto la storia della topografia ci dice che qui la precisione matematica convive con il talento artistico in un equilibrio che oggi appare quasi incredibile.
Insomma, ben prima dei software Gis, dei droni e dei satelliti, disegnatori capaci trasformavano una rappresentazione fondiaria in un piccolo capolavoro.
Quando il Catasto interessava persino Napoleone
La prima tappa del tour conduce il visitatore attraverso i catasti preunitari del XVIII e XIX secolo. Tra i protagonisti troviamo il celebre catasto Teresiano e le esperienze catastali napoleoniche, pontificie e franceschine.
Particolarmente curioso il legame con Napoleone Bonaparte, che attribuiva un’importanza fondamentale al catasto geometrico-particellare. Secondo l’imperatore, una buona cartografia era “essenziale per definire con precisione i confini delle proprietà e prevenire controversie”. Arrivò addirittura a sostenere che l’autore di una buona legge catastale meritasse una statua. Una proposta che, a pensarci bene, potrebbe ancora trovare qualche estimatore tra geometri e topografi.
La bicicletta del topografo, quando il Gps era ancora fantascienza
Poi arriva la svolta. La seconda parte del tour racconta la nascita del Catasto italiano moderno, sancita dalla celebre “legge Messedaglia” del 1886, istitutiva, che pose le basi per un sistema catastale uniforme sull’intero territorio nazionale.
Qui il visitatore incontra strumenti dal fascino quasi steampunk: teodoliti, tacheometri, planimetri, regoli di calcolo e persino la ricostruzione delle postazioni di lavoro dei tecnici dell’epoca. Ma uno degli oggetti che catturano maggiormente l’attenzione è probabilmente la bicicletta del topografo, completa di attrezzature, e accessori.
Osservarla oggi quasi intenerisce il visitatore: nell’era della geolocalizzazione istantanea e dei rilievi satellitari, ricordare che intere porzioni del territorio nazionale sono state mappate pedalando tra campagne e sentieri, restituisce il giusto valore alle generazioni di tecnici che hanno lavorato per circa settanta anni alla “formazione” del patrimonio catastale e della sua cartografia.
Dai compassi ai satelliti
L’ultima parte del tour ci porta nel presente e nel futuro della cartografia catastale. Qui il racconto si sposta sull’evoluzione tecnologica che ha trasformato radicalmente il settore.
Dalle prime calcolatrici portatili si passa ai computer, dai teodoliti meccanici alle moderne stazioni totali e ai sistemi Gnss basati sulla navigazione satellitare, fino agli odierni droni utilizzabili per la realizzazione di nuova cartografia. Il visitatore può inoltre scoprire alcuni dei principali strumenti contemporanei dell’Agenzia, come il Sistema integrato del territorio (Sit), i servizi di interoperabilità cartografica Wms, Wfs e il geoportale cartografico che consentono la consultazione online della cartografia catastale.
È il passaggio da un mondo fatto di squadri agrimensori e tavolette pretoriane a uno in cui le mappe dialogano con le banche dati digitali e i servizi geospaziali avanzati. Un salto tecnologico enorme, ma con un filo conduttore rimasto immutato: rappresentare il territorio con estrema precisione.
Un museo che sfata ogni pregiudizio
Il merito più grande dell’esposizione permanente e del suo tour virtuale è forse proprio questo: dimostrare che dietro una delle istituzioni più autentiche ma forse tra le meno conosciute dell’Amministrazione pubblica italiana si nasconde una storia sorprendentemente ricca di scienza, innovazione, arte e cultura.
Il Catasto emerge come un archivio vivente della trasformazione del territorio nazionale, capace di raccontare le dinamiche e l’evoluzione delle città, delle campagne, delle tecniche di rilevamento e persino delle esigenze della società italiana.
Bene, forse non arriveremo a organizzare weekend romantici tra particelle catastali e aerofotogrammetrie, ma alla fine della visita, ci si ritrova a pensare qualcosa che sfata ogni eventuale pregiudizio.
Ci si ritrova ora a pensare di poter associare alla parola “Catasto”, la parola “interessante”, e il tour virtuale dell’Agenzia delle entrate dimostra che perfino una mappa o uno strumento possono raccontare una storia.
E sorprendentemente, vale la pena ascoltarla.
Il tour virtuale dell’esposizione permanente è accessibile dal sito internet dell’Agenzia oppure dalla sezione Immobili di FiscoOggi. Per limitati gruppi di studenti delle scuole tecniche e scientifiche particolarmente interessati, la direzione centrale Servizi catastali, cartografici e di pubblicità immobiliare valuta, su richiesta, la possibilità di organizzare delle visite in presenza, presso la sede, guidate dai tecnici del settore servizi cartografici.
Fonte: https://www.fiscooggi.it/ Vai all’articolo originale
